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Posts Tagged ‘Stefano Ascari’


Ombre corte a Modena…

Tra le tante ottime cose organizzate a Modena ce n’è una particolarmente intrigante: Ombre corte. Un corso per scrivere sceneggiature (tenuto dall’ottimo Stefano Ascari) che porterà gli iscritti a vedere tutte le varie fasi della realizzazione di un cortometraggio (compreso il casting :-)…) e che avrà un suo spazio all’interno di Buk – ovvero la fiera della piccola e media editoria che si tiene da un paio di anni a Modena.
Oltre a segnalare la cosa perché merita, aggiungo una piccola nota: entrambi i testi che verranno (almeno inizialmente) presi in considerazione per diventare un piccolo film sono tratti dalla "mia" antologia L’Ombra del Duomo. E uno dei due racconti è del sottoscritto 🙂
Non so ancora come si svolgerà il tutto – né quindi che probabilità ci sia che quel testo venga poi trasposto – ma dello "studio", beh, non posso che esserne entusiasta.

 
 
 
 
 
Ombre corte è un breve corso per scrivere una sceneggiatura per cortometraggio, partendo da un racconto. In particolare, saranno esaminati i racconti di Marco Giorgini e Giuseppe Sofo tratti dalla raccolta L’ombra del Duomo, edita da Larcher nel 2006.
Nel corso di Buk – Festival della piccola e media editoria gli iscritti al corso Ombre corte potranno partecipare ai workshop con Rita Charbonnier, scrittrice e sceneggiatrice per la televisione e il cinema.
Per partecipare è necessario prenotarsi da Venerdì 29 genaio al numero 059 2032940, oppure al punto informativo al 1° piano della Biblioteca Delfini.
 
Stefano Ascari muove i primi passi nel mondo del fumetto su diverse riviste locali Casablanca, Il Bosco, Shorties In. Le numerose trasferte ad Angoulème e a Lucca danno finalmente i loro frutti e nel 2008 esce la sua prima graphic novel David, per Edizioni BD (Milano) con i disegni di Andrea Riccadonna. A febbraio 2010 è prevista, per lo stesso editore, l’uscita della sua seconda graphic novel dal titolo Shutter Island (tratto dal romanzo di Denis Lehane) per i disegni di Andrea Riccadonna e Maurizio Rosenzweig.
 
Marco Giorgini è responsabile del settore R&D in una delle più importanti software house che si occupano di linguistica applicata. Dal 1994 coordina l’e-zine KULT Underground e dal 1996 la casa editrice digitale KULT Virtual Press; ha scritto racconti e sceneggiature per cortometraggi, curato antologie e concorsi letterari, realizzato applicazioni e videogiochi per PC e iPhone. Da marzo 2005 è anche autore di una striscia a fumetti sul mondo degli esordienti chiamata Kurt.
 
Giusepe Sofo, giornalista e traduttore, ha scritto Dollville (Incontri, 2006) e Qui lo chiamano blues (Azimut, 2008), e ha pubblicato in antologie di narrativa e poesia in Italia, Europa e Stati Uniti. La traduzione inglese di Dollville (KVP, 2007) è andata in scena negli Stati Uniti presso il Dickinson College, e ad aprile di quest’anno in Italia. Ha studiato in tre continenti, parla correntemente quattro lingue, e ne “mastica” un altro paio. Al momento insegna italiano in scuole elementari e materne. www.facebook.com/l/492dd;www.giuseppesofo.com
 
Rita Charbonier è scrittrice e sceneggiatrice. Il suo primo romanzo La sorella di Mozart (Corbaccio, 2006), è stato tradotto in inglese, francese, tedesco, spagnolo e olandese e pubblicato in 12 nazioni, tra le quali gli USA; nell’aprile 2009 è uscito per i tipi Piemme La strana giornata di Alexandre Dumas. Come sceneggiatrice ha lavorato per RAI e Mediaset in numerosi programmi come: Forum, Vivere, Cuori rubati, La squadra, Sottocasa, Don Matteo e Agrodolce. Un suo soggetto cinematografico ha vinto Film Story Competition di Euroscript e un suo trattamento per docufiction è stato premiato nel corso del XIX Torino Film Festival.


Shutter Island, yesss…

Shutter Island

…un microscopico post per segnalare che Shutter Island – versione fumetto (targato BD) di Stefano Ascari (che come ripeto sempre, ho il piacere di conoscere) e di Andrea Riccadonna è in questo momento in vendita un po’ ovunque in bundle il DVD e il Blue Ray del film di Scorsese.

Se perciò avete voglia di vedere un bel film, questo giro sappiate che avete pure la possibilità di portarvi a casa una ottima Graphic Novel – curata nel tratto, e con una ottima sceneggiatura 😀

L’avete già acquistato? No? Beh se non avete voglia di cercare in giro sappiate che uno store on-line dove questa accoppiata è già attiva è, ad esempio, questo.


Shutter Island – Ascari + Riccadonna

Shutter Island

Alla fine, dopo un caotico ritardo, sono riuscito anche io a comprarne una copia e a gustarmelo, dalla prima all’ultima pagina. Prima l’attesa del film di Scorsese, con la “scusa” di non volermi rovinare il finale, poi l’esitazione alla Feltrinelli, per questo o quel motivo. Per poi preferire IBS – come store – per potere, finalmente, avere questa seconda opera di Ascari (qui con sceneggiatura e lettering) / Riccadonna da aggiungere alla mia mini-libreria di fumetti & Graphic Novel.
Che dire? La storia di Dennis Lehane (uscita in Italia con il titolo “L’isola della paura“) è un capolavoro, e questa (per me) seconda trasposizione ne esalta vari aspetti, in modo diverso rispetto al film. Forse qui è la vicenda che fa da padrona, rispetto all’interiorità dei protagonisti, ma le tavole e i dialoghi riportano e richiamano sensazioni e claustrofobia. Concedendo molto, sotto l’aspetto visivo, soprattutto nei momenti onirici che qui mi sono sembrati potenti ed emozionanti, e aggregando, in poche frasi, complessi passaggi mentali, che sono poi lo scheletro forte di questa vicenda.

Se avete amato David, sappiate che qui ritroverete assonanze visuali con parte di quei personaggi, ma che il contesto e le scelte stilistiche sono abbastanza diverse da ridurre questa caratteristica giusto ad un breve Deja Vu. Certo è che, qui, non c’è Di Caprio e che, per forza di cose, il fatto di avere condensato una storia così complessa in (relativamente) poche tavole, pur celebrando la capacità (non certo in dubbio) dello sceneggiatore, vi potrà lasciare con una riflessione aperta sull’impatto diverso che possono avere i vari media.

Ma se accettate il mezzo, sappiate che poco si perde dell’opera originale in quanto le edizioni BD hanno pubblicato. Il taglio, dicevo, non è quello del film, e questa esperienza sarà quindi un di più, un inoltre, non solo un anche. Tanto di cappello, davvero, agli autori.