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Un cielo radioso – Jirō Taniguchi

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Anche quest’anno una parte dei miei regali di compleanno è stata composta da fumetti. E il primo di cui vi voglio parlare è Un cielo radioso, di Jiro Taniguchi, edito dalla “solita” Coconino Press. Di questo grande mangaka giapponese avevo già avuto il piacere di leggere In una lontana città (un capolavoro) e devo ammettere che quest’altra opera (successiva) non è all’altezza della precedente. Ma questo non vuole affatto dire che non si parli comunque di qualcosa di interessante e molto gradevole da leggere, con una bella regia, e con un registro di alto livello sotto molti aspetti.

Tutto parte da un incidente, causato dalla stanchezza, tra un furgone e una moto. Kazuhiro Kubota, alla guida del mezzo più pesante, perde il controllo del suo veicolo e investe il più giovane Takuya Onodera, facendolo volare sull’asfalto. L’esito di questo scontro è la morte in ospedale di Kazuhiro, sposato e padre della piccola Tomoni, ma qualcosa di “magico” capita nel momento della sua dipartita, perché all’uscita dal coma di Takuya, non c’è (solo) la sua coscienza/anima nel suo corpo. Kazuhiro è in qualche modo riuscito a rimanere tra i vivi, anche se solo per un po’ di tempo, e quest’opera ci racconta di questa fase d’intermezzo, in cui quest’uomo cercherà di lasciare i suoi cari in un modo migliore, “sfruttando” il corpo di Takuya, facendo “crescere” spiritualmente anche quest’ultimo.

Delicato, ma concreto, Taniguchi riesce a non essere “stucchevole” in una storia alla Ghost in cui l’amore, i rimpianti e la consapevolezza del peso delle nostre scelte sono lo scheletro per una bella fiaba moderna, che ci porterà sicuramente a qualche riflessione interiore. Non indimenticabile, ma notevole. E quindi da consigliare.