Archive for June, 2010


L’ombra del Duomo – i film

Giovedì 17 giugno alle 18 alla biblioteca Crocetta, Zona Holden presenta i corti realizzati dai partecipanti ai corsi Ombre corte e Azione.
I video sono ispirati a due racconti tratti dalla raccolta
l’Ombra del Duomo: Baby blue di Giovanni Sofo e Strutture di Marco Giorgini.

Qui il volantino ufficiale in PDF.

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Shutter Island, yesss…

Shutter Island

…un microscopico post per segnalare che Shutter Island - versione fumetto (targato BD) di Stefano Ascari (che come ripeto sempre, ho il piacere di conoscere) e di Andrea Riccadonna è in questo momento in vendita un po’ ovunque in bundle il DVD e il Blue Ray del film di Scorsese.

Se perciò avete voglia di vedere un bel film, questo giro sappiate che avete pure la possibilità di portarvi a casa una ottima Graphic Novel – curata nel tratto, e con una ottima sceneggiatura :-D

L’avete già acquistato? No? Beh se non avete voglia di cercare in giro sappiate che uno store on-line dove questa accoppiata è già attiva è, ad esempio, questo.

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Una storia del Panopticon

Ruth Greg - Una storia dal Panopticon

Tra le cose gradevoli che ogni tanto accadono posso sicuramente annoverare anche le Graphic Novel che, per ricorrenze, o anche no, mia moglie mi regala. Qualche volta è lei a scegliere un autore o un titolo che le ispira, ogni tanto capita che chieda a me di scegliere, in libreria, qualcosa che mi sembra interessante. Quando non capita per una ricorrenza specifica (come Natale o un compleanno) di solito mi piace “rischiare”, e quindi non punto su qualcosa di noto. E oggi mi è caduto l’occhio su questo titolo, edito in Italia dalla Comma 22, realizzato (storia e disegni) da Greg Ruth: Una storia del Panopticon (in inglese in titolo è molto diverso, Sudden Gravity). Di difficile classificazione, realizzato (a detta del curatore, anche se a me non sembra affatto) completamente con un bic (se è stato fatto a bic, qualcuno poi l’ha ripreso e sistemato, e non parlo certo solo del particolare e curatissimo lettering, ma proprio delle tavole…), la storia è una di quelle che normalmente mi piacciono: a cinque giorni da un fantomatico equinozio, in una clinica di igiene mentale, arriva una nuova paziente, che da quel che si dice, ha ucciso i due figli e il marito, prima di dare fuoco alla casa in cui vivevano. E questa situazione, già di per sé particolare, si innesta in un presente fatto di incubi e allucinazioni, di bambini che disegnano il futuro, di lingue arcane, di un passato di esperimenti genetici e tanto tanto ancora. Con il personale dell’ospedale che difficilmente potrebbe essere più strano di così, che inizia a morire.

Non vi dico di più, non perché abbia paura di svelarvi il finale, ma perché, al termine della lettura, non sono sicuro di avere davvero capito la storia, di esserci riuscito ad entrare. Ma il vantaggio di una Graphic Novel, o di un libro, è che nulla vieta di riprovarci, di ritornare ad assaporare questa o quella scena, cercando di nuovo di mettere insieme i pezzi di un mistero molto strutturato, nei confronti del quale anche le note di chiusura dell’autore risultano poco efficaci.

Che dire ancora? Un ottimo tratto, molto realistico, personaggi complessi e ricchi, e una storia tra l’horror e la fantascienza tutt’altro che scontata. Un buon acquisto (alla Feltrinelli il prezzo era 14 euro), ma solo se siete amanti del genere.

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L’Ombra del Duomo “sbanca” Parole DOC…

Consumatori Coop - Giugno, pagina 16

Cavolo, tutti i giornali fanno titoli ad effetto e per una volta ho voluto provare a farne uno anche io :-)
La realtà – dietro questo “sbanca” virgolettato – è che comunque il progetto Parole DOC (collegato a Coop Estense) continua a dare a questa ormai vecchia antologia davvero molte soddisfazioni. Dopo l’ottima presentazione che abbiamo avuto il piacere di fare ormai un mesetto fa, abbiamo infatti avuto la sorpresa di leggere su Consumatori (la pubblicazione mensile prodotta dalla Coop) che L’Ombra del Duomo è secondo come classifica di vendite in questo periodo. Sia chiaro, l’informazione va relativizzata e non di poco. E’ il secondo più venduto tra i volumi presenti nello spazio Parole DOC – e questo vuol dire che si è piazzato bene, ma con decine di copie. Sia come sia, non c’è motivo di non esserne contenti, ed è almeno doveroso ringraziare (ancora) l’organizzazione dietro all’iniziativa e, perché no, i (tanti?) nuovi lettori che hanno deciso di investire qualche euro per scoprire cosa si nasconde tra le vie nascoste della nostra bella città.

P.S. qui c’è il link al PDF di Consumatori di giugno. Vi consiglio di darci una occhiata – anche solo per scoprire chi è l’autore che invece si è piazzato PRIMO, davanti a noi :-)

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Shutter Island – Ascari + Riccadonna

Shutter Island

Alla fine, dopo un caotico ritardo, sono riuscito anche io a comprarne una copia e a gustarmelo, dalla prima all’ultima pagina. Prima l’attesa del film di Scorsese, con la “scusa” di non volermi rovinare il finale, poi l’esitazione alla Feltrinelli, per questo o quel motivo. Per poi preferire IBS – come store – per potere, finalmente, avere questa seconda opera di Ascari (qui con sceneggiatura e lettering) / Riccadonna da aggiungere alla mia mini-libreria di fumetti & Graphic Novel.
Che dire? La storia di Dennis Lehane (uscita in Italia con il titolo “L’isola della paura“) è un capolavoro, e questa (per me) seconda trasposizione ne esalta vari aspetti, in modo diverso rispetto al film. Forse qui è la vicenda che fa da padrona, rispetto all’interiorità dei protagonisti, ma le tavole e i dialoghi riportano e richiamano sensazioni e claustrofobia. Concedendo molto, sotto l’aspetto visivo, soprattutto nei momenti onirici che qui mi sono sembrati potenti ed emozionanti, e aggregando, in poche frasi, complessi passaggi mentali, che sono poi lo scheletro forte di questa vicenda.

Se avete amato David, sappiate che qui ritroverete assonanze visuali con parte di quei personaggi, ma che il contesto e le scelte stilistiche sono abbastanza diverse da ridurre questa caratteristica giusto ad un breve Deja Vu. Certo è che, qui, non c’è Di Caprio e che, per forza di cose, il fatto di avere condensato una storia così complessa in (relativamente) poche tavole, pur celebrando la capacità (non certo in dubbio) dello sceneggiatore, vi potrà lasciare con una riflessione aperta sull’impatto diverso che possono avere i vari media.

Ma se accettate il mezzo, sappiate che poco si perde dell’opera originale in quanto le edizioni BD hanno pubblicato. Il taglio, dicevo, non è quello del film, e questa esperienza sarà quindi un di più, un inoltre, non solo un anche. Tanto di cappello, davvero, agli autori.

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Povere nullità

Povere nullità

 

La Coconino PressFandango ci propone nel suo recente catalogo una coppia di francesi di tutto rispetto (Baru, alias Hervé Baruléa, insieme al noto scrittore Pierre Pelot) per un’opera davvero intensa: Povere nullità. Una storia breve e dura, tragicamente (quasi) plausibile, in cui troviamo personaggi a perdere, che si muovono in un piccolo paese, simile a tanti. Uno di quei posti, per intenderci, che solletica memorie e timori, che richiama cose che sappiamo avere almeno intravisto da qualche parte, di cui abbiamo, putroppo, letto a volte sui giornali.

E se tutto inizia con qualche ragazzino che tormenta una anziana, che non ha il bagno in casa, e tutto finisce con il figlio, grande, di questa anziana che le monta un lucchetto sul bagno esterno, in modo che sia più tranquilla quando lo usa, ciò che c’è nel mezzo è un circo, un passaggio, in cui un bambino disabile si perde, un orfano, ormai grande, si rende conto che il suo odio per chi lo ha cresciuto in istituto non si è mai sopito, e qualcuno crede di aver visto gli alieni. Tutto passando per quell’orrore del quotidiano e delle vite al margine, che saprà colpire il lettore, nel modo in cui solo l’Arte, con la A maiuscola, riesce davvero fare.

Un opera davvero bella, arricchita da un tratto ambiguo ma senza incertezze, che sorregge egregiamente personaggi e ambientazioni.

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Quacklight – Vampiri fascinosi a Paperopoli

Quacklight

Quacklight

Leggo Topolino da sempre, e sono un abbonato da un discreto numero di anni (più o meno da quando questo giornalino ho iniziato a comprare io, al posto dei miei genitori…) e non di rado capita che qualche storia sia particolarmente sopra le altre come qualità, oppure che, al di là di ogni considerazione di “merito”, semplicemente mi colpisca, parecchio, per qualche motivo.

E, yes, nel numero 2849, il “pezzo” d’apertura (“Quacklight – Vampiri fascinosi a Paperopoli” – del duo Roberto Gagnor e Giorgio Cavazzano) beh, è semplicemente imperdibile. Una parodia brillante e “spietata”, un capolavoro, godibile direi anche per chi non ha letto la saga di Stephanie Meyer e non ha visto i film, a patto di avere amici o conoscenti chiacchieroni che invece l’hanno fatto.

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