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Title: 0294
January 10th, 2012

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Dimentica il mio nome

Dimentica il mio nome
Pubblicato sempre dalla BAO publishing, anche quest’ultimo volume di Zerocalcare è semplicemente imperdibile. “Autobiografico” (non prendete questo aggettivo in modo troppo letterale, ma in qualche modo è così) e “fantastico” insieme, Dimentica il mio nome ci racconta qualcosa della storia della famiglia di questo autore di Rebibbia (quartiere) miscelando le atmosfere che abbiamo imparato ad amare sul blog e nei precedenti volumi, con una “storia storia”. Leggendo altre (più autorevoli) recensioni o interviste il concetto di raggiungimento della “maturità artistica” viene usato praticamente da tutti, ma la mia opinione è che Zerocalcare invece abbia avuto bisogno di evolversi (o almeno non troppo) per arrivare a Dimentica il mio nome. E questo perché questo giovane autore era già superlativo all’inizio, e i passaggi che si notano in questi cinque volumi mostrano semplicemente come sia cambiato il modo di proporsi al pubblico – passando solo ora, quando il suo stile e le sue capacità sono noti, a realizzare qualcosa di più complesso che (forse) avrebbe trovato meno spazio quando ancora non se lo era ricavato.
Che dire? Questo è secondo me l’opera migliore fino a questo momento – ma credo che sarebbe un peccato non avere a casa anche la altre precedenti (o almeno averle lette).


Topalbano (a Topolinia)

Topalbano

Dopo parecchio tempo ecco una gradita sorpresa: “Topolino e lo zio d’America“, ovvero un secondo episodio che miscela le atmosfere di Andrea Camilleri con quelle Disney (su Topolino #3067). Contrariamente da quanto capitato nella storia precedende, il cuore dell’avventura vede Topalano (il commissario di Camilleri in versione orecchiuta) ben lontano dalla sua Sicilia, perché, per aiutare il figlio della sua governante Evelina, sarà costretto a piombare, inatteso, a Topolinia. Come la volta scorsa la storia è estremamente gradevole e ben sceneggiata, portando sulle pagine del mio settimanale preferito qualcosa di memorabile (dopo, ammettiamolo, un periodo estivo in cui molte è stato sotto il livello di qualità che mi aspetto).

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The Secret

The Secret

Se le storie che oscillano tra horror e il thriller vi piace e state cercando qualcosa da leggere a tema, qualcosa di leggero però, che ricordi più un film che un romanzo, vi consiglio The Secret, scritto dal fondatore della Dark House Comics, Mike Richardson. Una trama semplice, ma efficace, che segue le vicende del giovane studente Tommy Morris, e della sparizione di Pam (la ragazza a cui va dietro) dopo che lei e i suoi amici fanno uno scherzo telefonico alla persona sbagliata. I dialoghi e la sceneggiatura reggono, il disegno è adeguato alla tipologia di storia, e non c’è quasi nulla di negativo da dire, se non che non ci si trova davanti ad un capolavoro, ma ad un compito ben fatto, realizzato ad arte da qualcuno che conosce il canone, ma che non ha voluto forzare nulla. Nel caso vi piaccia, sappiate che lo scorso anno è stato proposto anche come Motion Comics.


Rughe – Paco Roca

Rughe - Paco Roca

Rughe, pluripremiata opera dello spagnolo Francisco José Martínez Roca (più noto ai più come Paco Roca) mi è stata regalata qualche giorno fa, per il mio compleanno, ed è una di quelle graphic novel che ti rimangono un po’ dentro. Delicata ma ruvida, proposta con disegni dal tratto europeo e con colori vividi ma opachi, Rughe segue le vicende di Emilio (ex direttore di banca) che, soffrendo di Alzheimer, viene portato dal figlio in una struttura per anziani. Lì il rapporto con altri ospiti, alcuni dei quali con la stessa malattia, renderà il suo progressivo peggioramento una sorta di viaggio verso il nulla, comico e struggente insieme, dipingendo la disperazione, che si percepisce ma quasi non si vede, con i toni caldi dell’amicizia e dell’affetto. Poetico e impeccabile, da consigliare senza nessun dubbio.

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